
Nell’ambito di un incontro tra Greg Sung, fondatore di aNobii, e Mauro Zerbini, Amministratore Delegato di IBS, è stato annunciato un accordo di partnership tra il social network e il sito di e-commerce, leader in Italia nella vendita di libri on-line.
Creato nell’agosto 2005 a Hong Kong, aNoobii è considerato un pilastro del Web 2.0, ed è attualmente diffuso in 10 lingue diverse, tra cui l’italiano. Delle traduzioni si sono occupati interamente gli utenti stessi, con uno spirito di collaborazione tipico delle community on-line. Il nome deriva dalla contrazione del nome scientifico del tarlo del legno Anobium Punctatum, un insetto che si ciba abbondantemente di cellulosa, così come divoratori di libri sono i suoi iscritti. Secondo un’idagine interna sono oltre 100.000 gli italiani iscritti alla community che oggi conta circa 300.000 partecipanti e oltre 2 milioni tra libri segnalati e commentati. Il numero dei volumi classificati in lingua italiana si aggira, invece, intorno ai 600.000. Incredibile immaginarselo in un Paese dove il mercato dei libri è in crisi, vero?
“L’idea di aNobii mi venne dopo aver letto un libro sul web 2.0. - ha raccontato Greg Sung, fondatore di aNobii - Vivevo a Hong Kong e ho sentito il bisogno di sapere quali altri persone l’avevano letto nella mia città. Volevo confrontarmi con loro, volevo scambiare con loro le miei impressioni e farmi segnalare altri libri sull’argomento. Ecco come è nata l’idea, semplicemente. Abbiamo realizzato un sito che mancava nella nostra città. L’ho realizzato con un amico programmatore. Abbiamo due mentalità diverse e opposte, ma insieme, pur vedendoci solo un paio di volte all’anno, siamo riusciti a concretizzare un’idea. Inizialmente è stato un hobby, un gioco, poi man mano il sito ha assorbito sempre più tempo della nostra vita fino a trasformarsi lo scorso anno in un business. Oggi siamo in 6 a lavorare continuativamente, ma tantissimi sono i collaboratori provenienti da ogni parte del mondo. Gli utenti sono in 55 paesi e le lingue in cui è stato tradotto ad oggi il sito sono 10. Il successo più emozionante è proprio la partecipazione. L’idea è stata accolta con entusiasmo da chi ama leggere e ogni iscritto si è adoperato per renderlo più funzionale e semplice da utilizzare. Un luogo senza confini che consente di scambiarsi pareri su un libro da una parte all’altra del globo. Sono stati gli utenti a suggerire man mano i miglioramenti, le funzioni aggiuntive come la lista dei desideri, lo stesso algoritmo che calcola le affinità. Un algoritmo complesso che pare funzionare bene perché incrocia non solo i titoli, ma anche i giudizi, le famose stellette di valutazione, il numero di libri uguali letti, ma anche il numero di autori preferiti. Noi abbiamo realizzato un sito semplice e usabile in una sola lingua, l’inglese, poi gli utenti l’hanno tradotto nelle loro lingue. Inizialmente ne sono derivati veri e propri scontri on-line. Un utente traduceva un termine e poi un altro lo correggeva e, in vero stile Wikipedia, il secondo correggeva il primo. Un vero caos. Alla fine venne l’idea. Semplice anche questa. Abbiamo dato agli utenti la possibilità di votare le traduzioni e si sceglie quella più votata. Il sito funziona perché il controllo è solo dal basso. Tutto nasce dagli utenti e a loro che si deve il successo del sito. A noi certamente la capacità di ascoltarli e di esaudire i loro desideri.”
“La partnership con aNobii ci consentirà di sviluppare al meglio le potenzialità del web 2.0 e dei social network per creare community di lettori sempre più appassionate e motivate - ha dichiarato Mauro Zerbini, Amministratore Delegato di IBS.it - I nostri 980.000 clienti avranno la possibilità di conoscere aNobii e gli iscritti alla community potranno utilizzare i dati tecnici e le copertine del nostro database invece di faticare a scansionare o ricercare online i loro libri preferiti. Credo molto in questo accordo che renderà sempre più virale il contagio della passione per la lettura. Anni fa molti tracciavano scenari allarmanti che lasciavano presagire l’imminente morte del libro per mano di Internet e delle librerie on-line. Oggi, si può affermare senza ombra di dubbio che questo non solo non è avvenuto, ma che addirittura la rete ha permesso una nuova vitalità, all’epoca non immaginabile . Insomma la rete consente quella libertà di parola e di decisione che oggi è tanto di cronaca e fornisce un’ampia platea anche per i piccoli e medi editori, per la cosiddetta coda lunga che tanto spazio ha sul web. Abbiamo creduto in questo sin dagli albori, abbiamo sempre pensato che Internet avrebbe aumentato i lettori, non li avrebbe allontanati dai libri come forse qualcuno temeva allora, e forse ancora oggi. L’accoglienza di aNobii nel nostro Paese dimostra esattamente questo. Internet dà voce ai lettori, lo fa in ogni campo, ma in questo lo scambio è più contagioso e positivamente virale. In fondo possiamo dire di aver iniziato a fare web2.0 da quando abbiamo dato ai nostri lettori la facoltà di mettere in rete le loro recensioni, un Web 2.0 ante litteram che risale al lontano 1998, ma che oggi con aNobii sarà reso alla massima potenza. Quello che avviene è puro e semplice passaparola che onl-ine diventa più facile e soprattutto virale. Chi legge un libro e ne rimane affascinato, lo consiglia ad altri, ne parla bene su Internet, lascia commenti entusiastici nelle recensioni e quando, come spesso accade, sono libri che difficilmente si trovano in libreria, lo sbocco naturale può essere l’acquisto su Internet. Ecco perché per noi è importante questo accordo.”

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